Come aumentare la visibilità di un post di Facebook

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La qualità del contenuto resta sempre la caratteristica più importante per avere “Mi piace” e commenti. Scrivere contenuti interessanti, descritti con frasi brevi e corredate da una bella immagine catturano l’attenzione degli utenti.

Sapendo come si comporta l’algoritmo di Facebook, però, possiamo utilizzare alcuni accorgimenti per aumentare la viralità dei nostri post.

L’algoritmo di Facebook

L’algoritmo è la serie di passi logici che Facebook usa per decidere quali post mostrare sulla time line di ogni utente. Unaselezione dei post è assolutamente necessaria perché, in caso contrario, la nostra bacheca sarebbe sommersa da circa 1500 post al minuto scritti da amici, parenti e conoscenti.

L’algoritmo è in continuo aggiornamento e cerca di premiare i contenuti che ritiene interessanti, basandosi sulle interazioni fatte dagli utenti sul social network. In base all’ultimo aggiornamento si suggerisce di prestare particolare attenzione a quattro parametri: affinità, peso, anzianità, tipologia di post.

Affinità: chi legge cosa e quando

L’affinità tra gli utenti è calcolata sul numero di interazioni che i due si scambiano. Nel calcolo viene considerato anche se uno dei due ha premuto sul tasto “follow” del profilo dell’altro e se il contatto è stato inserito in qualche lista particolare.

L’ultimo aggiornamento dell’algoritmo prevede la funzione “Last actor”: in questo modo il sistema terrà in considerazione le 50 interazioni più recenti per valutare i contenuti più adatti alla bacheca di una persona.

Peso: grasso è bello

Il peso di un post su Facebook è l’equivalente dell’indice di gradimento: quanti più mi piace, commenti e condivisioni ha un post, tanto più questo ha un peso specifico importante. Questo concetto è legato a doppio filo al parametro di anzianità che oggi, proprio per l’importanza data al peso del post, ha perso molto valore.

Anzianità: i post di Dorian Gray

Una delle principali lamentele degli utenti più avanzati di Facebook è da sempre legata al fatto che i post pubblicati tempo addietro spariscono in un limbo sconosciuto. Facebook ha provato a risolvere il problema qualche anno fa passando all’impostazione “diario”: buon passo avanti ma non esattamente una soluzione.

Oggi, dando sempre maggiore importanza alle interazioni scatenate da un post, Facebook è riuscito a dare ai post la sindrome di Dorian Gray, evitando di farli invecchiare. Se un post continua a generare interesse anche tempo dopo la sua data di pubblicazione, questo sarà spesso visibile sulla bacheca degli amici dell’autore, proprio in virtù del suo peso.

Secondo Facebook questo nuovo calcolo, chiamato “Story Bumping”, permetterà di vedere il 70% dei post pubblicati, rispetto al 57% di un tempo. La nuova funzione, inoltre, dovrebbe generare un aumento dell’8% delle interazioni per le pagine e del 5% per i post dei profili.

Consiglio: il passato ritorna sempre, oggi più che mai. Pensate bene a cosa scrivete nei vostri post.

Tipologia di Post

Su questo argomento ci sono posizioni contrastanti. Secondo alcuni Facebook penalizza i post composti solo da testo in favore di quelli arricchiti con immagini, video e link.

Potremmo essere di fronte a una profezia che si auto adempie: un post con una bella frase e una bella immagine attira più attenzione di un post testuale e, di conseguenza, genera più interazioni. Questo rende il post più pesante e quindi più visibile sulle bacheche altrui.

Morale della favola

Stretta è la foglia, larga è la via, pensa bene a cosa scrivi prima di pubblicare un’eresia.

Grazie a Vincenzo Cosenza per l’ispirazione: https://www.chefuturo.it/2014/02/facebook-non-e-piu-lo-stesso-4-chiavi-per-capire-come-e-cambiato

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